Buongiorno, sono uno degli infermieri che ha assistito suo padre

6 maggio 2020: “Buongiorno Daniela, sono uno degli infermieri che ha assistito suo padre in reparto. Le scrivo un messaggio per non disturbarla con una chiamata. Innanzitutto le rinnovo le condoglianze per la perdita di suo padre, inoltre volevo chiederle se poteva dirmi dove è stato seppellito Pietro. Molti di noi, quando Pietro è deceduto, si trovavano nell’impossibilità di recarsi al lavoro, quindi avremmo piacere di portare un saluto a lui che ormai era uno di noi”.

Un mese e cinque giorni prima: 1 aprile 2020. Mentre babbo moriva io ero a casa. Dopo la telefonata del medico tutto era tornato come prima. Non potevo andare in ospedale, non c’era un funerale da preparare. Tutto come prima, tutto diverso: babbo non era più su questa terra e ogni cosa proseguiva come se nulla fosse. Il sole continuava a splendere, il vento muoveva i rami dell’acero in giardino, la siepe buttava nuovi getti, le margherite ondeggiavano. Su internet la polemica delle Messe a porte chiuse e delle mascherine introvabili, e babbo non c’era più. Nemmeno avere evitato il Covid, lo aveva salvato. Nemmeno il tampone negativo e nemmeno lo smart working e il nostro amore. Nemmeno i rimpianti che adesso diventavano rimorsi, le speranze che volevano essere promesse. Guardavo la sua foto e pensavo a cos’era servito nascere e vivere se poi nemmeno noi suoi figli e tutti i nipoti avevamo potuto impedire che il suo grande cuore si fermasse. Che morisse così, senza noi accanto. Signore Gesù io credo che tu non abbandoni nessuno, ma aumenta la mia fede.

Babbo è stato tumulato nel piccolo cimitero al Poggiale della Castellina, una frazione del Comune di Brisighella. La cappella di famiglia è com’erano i tre fratelli: fuori in pietra serena e mattoni a vista, dentro in marmo. Sapevano distinguere il solido e il prezioso e usarli allo scopo, erano semplici e riservati, virtù che non ho acquisito con il sangue. Abbiamo deposto la sua urna accanto a quella di mamma. Le urne sono identiche. Non era ieri sera che avevo otto anni e babbo era giovane? Mi sollevava in aria per fare vola-vola mentre mamma rideva davanti ai fornelli, ero piccola e al sicuro nella nostra casa. Ho guardato bene. La data su quella di mamma è l’uno febbraio 2013. Su quella di babbo è l’uno aprile 2020. La casa, il Cielo.

Tornando dal cimitero sono entrata con mio fratello nelle stanze dove siamo cresciuti. Tra queste mura silenziose c’è stata tanta vita. Tanti passi in corridoio e tapparelle alzate al mattino e caspi d’insalata raccolti nell’orto. Tanta vita, tutta di seguito, è passata. Le ceramiche che avevo regalato loro adesso stanno inutili sui mobili in sala. Se le vedessi in una vetrina non mi fermerei. Resta la bellezza di come mamma le spolverava e babbo attento ci attaccava sotto il velluto per non rigare i mobili. L’uno aprile 2020 rimaneva l’amore che avevano avuto e usato ogni giorno, solo l’amore restava.

Mercoledì sei maggio. “Sono uno degli infermieri che ha assistito suo padre in reparto”. Dopo più di un mese, quando tutto sembrava appartenere già al passato, eccolo quell’amore. Era rimasto nascosto, e in poche parole scoppiava con la potenza di un incendio, con fiamme e lapilli e tutto. Babbo era morto senza noi accanto ma il Cielo aveva trovato come fargli compagnia, usando i cuori che ci sono voluti stare, questi infermieri e infermiere, cuori veri, che funzionano benissimo e fanno dire che la vita non è finita, che l’amore resta per continuare, e al Poggiale ci andremo insieme, quando si potrà, a ringraziare della vita che c’è stata, che c’è, che non finisce perché la vita non finisce, è come l’amore, e l’amore non finisce mai.

20 pensieri su “Buongiorno, sono uno degli infermieri che ha assistito suo padre”

      1. Non riesco a dormire e e spunta sul cellulare…
        Un piede giù dal letto
        Sapevo che avresti ripreso in mano la penna per tracciare, nero su bianco, le tue emozioni, sensazioni, riflessioni, il tuo amore per babbo, per le tue radici.
        Con timore e rispetto ho iniziato a leggere…
        lacrime silenziose mi solcano il viso!!!
        Sei semplicemente fantastica!
        Un super abbraccio Daniela!❤❤❤

  1. Bellissime parole Daniela… Mi hai fatto piangere e mi è piaciuto il passaggio dove dici :non era ieri che avevo 8 anni e babbo…. Io la penso come te… Il mio babbo e il suo amore rimarranno sempre con me… Con noi. Ciao Germy

    1. Veramente tutta una vita passata tutta così e i ricordi che ho più cari sono di mamma che fa la sfoglia e babbo che si fa la barba in bagno. La nostra quotidianità normale e bella.

  2. Mi colpisce come le date che segni dentro quella tua particolare e fortunata scrittura siano lì a inseguirsi l’una con l’altra. Date e ricordi limpidissimi. Ma il tempo non è un elemento che può trascorrere invano. Le cose, le persone, gli incontri accadono (nascono) e finiscono (muoiono) dentro lo stesso grande oceano. Immenso e buono. Buono perché quell’oceano è il senso di ogni data. Di ogni ricordo. Di tutto il tempo.
    Grazie Dani!

  3. Già…..l’amore non finisce mai! Mai! Anzi spesso è contagioso, come il virus sociale, e spesso è gratuito! Molto spesso! E se lo hai ricevuto….quell’amore gratuito, allora in qualche forma, vuol dire che l’hai anche dato! Gratuitamente! ❤️

  4. “ ringraziare della vita che c’è stata, che c’è, che non finisce perché la vita non finisce, è come l’amore, e l’amore non finisce mai.”…machevelodicoafà Dani❤️

  5. Grazie Daniela! Parole semplici e vere. Abbiamo tutto ciò che ci serve davanti ai nostri occhi ma spesso non lo vediamo. Tu lo vedi invece sempre! Un abbraccio

    1. Lory non sempre ma sai che ogni mattina, prima di mettere un piede giù dal letto, chiedo: fai che anche oggi possa stupirmi. Ciao bella e buona giornata piena di (tua) meraviglia.

  6. È uno dei tuoi racconti che preferisco . Spontaneo, profondo, con semplici immagini tocchi il profondo del cuore e lasci un segno di amore che ci colpisce.

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