Centoquattordici giorni è la storia di un incontro che avviene un giorno qualunque, a uno sportello Cup di un’azienda sanitaria. Con le colleghe incontenibili, l’amica che sprona e sostiene, i figli curiosi, i passatelli in brodo, l’amore per la lettura con Leopardi, Grossman e Steinbeck. E’ soprattutto la storia di un uomo che non ha avuto paura.
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Il Cup aveva cambiato sede. Appena in tempo vista l’emergenza del Coronavirus, pensava l’impiegata andando al lavoro venerdì 6 marzo. Era al sicuro, lei. In via Colombo gli sportelli avevano… [Continua a leggere]
Non era male lavorare allo sportello del Cup. Gli utenti più frequenti erano persone anziane e a lei, le persone anziane, erano sempre piaciute. Provava una gran tenerezza per le… [Continua a leggere]
Dopo aver premuto il bottone rosso per chiamare l’utente in coda l’impiegata scrutava curiosa l’ingresso delle persone per battezzare chi si dirigeva al suo sportello. Sceglieva un nome vietato dal… [Continua a leggere]



