La tenda

Al suono della sveglia la donna si girò su un fianco e allungò un braccio spegnendola senza aprire gli occhi. Anzi li serrò talmente che se qualcuno avesse potuto guardarla avrebbe visto le ciglia sparire tra le pieghe delle palpebre. Nella camera buia e silenziosa si ascoltò respirare. Nessun pensiero, niente. Restò immobile, nel caldo del letto. Di là dalla tapparella abbassata le arrivava il rumore della pioggia. Immaginò le gocce scendere attraverso l’aria, il grigio del cielo, la pista ciclabile vuota, il traffico in strada. Oggi mi do’ malata, pensò. Chiamo la dottoressa e le dico che sto male e non posso andare al lavoro. Ho mal di testa, no mal di stomaco. Dottoressa ieri sera sono uscita a cena e stanotte sono stata male, dottoressa credo di avere l’influenza, buongiorno dottoressa sono caduta dalle scale con un coltello in mano mi sono tagliata – no, così mi manda al pronto soccorso – dicevo sono caduta dalle scale e non mi sono rotta niente ma ho battuto la testa e mi gira, salve ho mal di gola e la tosse, ho mal di schiena e una gamba bloccata, la febbre a trentanove e un’emorragia dal naso. Continuò a inventare incidenti domestici, sciatiche e malattie finché il caldo del letto diventò insopportabile e l’idea del traffico congestionato per via della pioggia non la fece rotolare sull’altro fianco, per mettere un piede giù dal letto. Aspettò ancora, abbracciò il cuscino e socchiuse gli occhi. Dalla tapparella filtrava una debole luce. Ricordò quando era una bambina, non faceva in tempo a svegliarsi completamente che già correva in cucina dalla mamma, la giornata era una meraviglia e non doveva fare altro che scoprirla. Rabbrividì: se non le fosse tornata quell’ansia di vivere tanto valeva rimanere con gli occhi chiusi sotto le coperte tutta la vita. Non le restava che pregare perché riaccadesse. Prese un respiro come il tuffatore sul trampolino e si alzò. Ma come fanno tutti ad alzarsi ogni giorno? Era già tardi e se avesse potuto avrebbe evitato di lavarsi la faccia per non affrontarsi. Entrò in bagno, era perfino caduta la tenda dalla finestra. La raccolse e salì sul water per appenderla. Per la prima volta da quando si era svegliata guardò fuori. La pioggia scendeva sottile bagnando il prato e gli alberi sul fiume, rendendo luccicante d’acqua il verde dell’erba e delle foglie. Le nubi grigie e gonfie si spostavano e anche le chiome dei tigli ondeggiavano. Le gocce scendevano attraverso l’aria, illuminandola: lassù il sole stava continuando a sorgere.

Restò a guardare quel pezzetto di mondo in movimento. Risistemò la tenda e corse a prepararsi.

13 pensieri su “La tenda”

  1. Sembra scritto apposta per stamattina! Lunedi, piove…
    L’immagine della bambina che corre dalla mamma ansiosa do scoprire quello che succederà mi ha proprio colpito…
    Grazie Dani, visto che la giornata è ancora all’inizio magari provo a recuperare questa posizione! Vediamo cosa succede oggi!!

  2. Affrontare un nuovo giorno è sempre un’impresa ma poi leggo il vangelo e trovo tutto il coraggio e la voglia di esserci non solo per me ma soprattutto per gli altri. Ti voglio bene

  3. Grazie Dany ! Mi hai fatto venire in mente quello che mi dicevate mercoledì : alzarsi con gioia.al mattino e stare a ciò che accade ogni giorno con stupore e gratitudine cominciando dalle piccole cose !

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