Son d’accordo con te, il posto è bello

Sono d’accordo con te, che il posto è bello. Su una collina, in faccia al Tirreno. Dalla cima della pineta secolare si vede laggiù l’ombra scura dell’Isola d’Elba e a fianco, più piccola, quella dell’isola del Giglio. Tutt’intorno nient’altro che vegetazione. Sopra, il cielo che di notte si popola di stelle, tanto più fitte e luminose e grandi di quelle forlivesi. Devono averti proprio colpita la prima volta che, ancora inconsapevole, ti sei svegliata in piena notte per andare a recitare il Vigilare con le monache del Monastero. Sei una bella tipa che non lascia perdere niente, figuriamoci un Cielo così che chiama anche me. Ma io guardo l’orologio, vedo che sono le tre meno dieci, notte fonda, e mi giro dall’altra parte dentro il letto nella foresteria. A dire il Vigilare con le monache ci andrò un’altra volta.

Tu invece non ti sei girata dall’altra parte. Audace come sei hai guardato in faccia tutta la bellezza di quel Cielo che ti chiamava. Per guardarlo ben bene fin dentro gli occhi ti sei piantata in mezzo alla piccola comunità di Valserena e hai aspettato con le consorelle e la Badessa. Cinque anni di noviziato son lunghi. Nello stesso posto, con le stesse persone. E passi che il posto è un convento perciò pieno di grazia ma resta pur sempre un convento. Nella fattispecie il Monastero di Nostra Signora di Valserena che vuol dire una piccola chiesa, un refettorio che posso solo immaginare poiché di clausura si tratta, la tua stanza dove dormi e non so che altro, corridoi penso, bagni. E l’orto e il campo. E la foresteria dove ho alloggiato con tua sorella Federica e le amiche e mia figlia Adele le volte che siamo venute a trovarti, ma in foresteria può andare solo suor Rosalia, tu no. Finito. Tutto qui. A me, che voglio andare un finesettimana via chissà dove perché ho bisogno di vedere cose nuove, a me non basta nemmeno la mia bella città.

A te invece quel luogo basta. Cinque anni di clausura nell’Ordine cistercense della Stretta osservanza, sotto una Regola e una Badessa insieme alle consorelle, nel silenzio e nella solitudine, nel servizio fraterno e nel lavoro umile non sono passati come niente. Piuttosto ti hanno fatta entrare dentro il Mistero che è dei temerari. Di chi non si gira dall’altra parte e affronta e sfida la novità che arriva. Sei Tu che chiami? Sei Tu o la mia immaginazione? Perché se Tu sei veramente Tu allora io sono veramente io. Insomma, ti sei innamorata.

Combattiva sei, proprio. Dopo cinque anni di noviziato hai chiesto di fare la professione solenne, perpetua come dico io. Sembrava tu dovessi aspettare un anno ancora perché da quando sei entrata come novizia le norme son cambiate, adesso per passare da novizia a Suora cinque anni non sono sufficienti, ce ne vogliono almeno sei, e qui ti sei impuntata, non scherziamo sono entrata che ne bastavano cinque e cinque sono, mica scappo dalla fame o da una famiglia terribile, sono architetto, avevo un lavoro in uno studio, la mia famiglia la conoscete, mamma Letizia e babbo Piero e mia sorella Federica e i miei nipoti, non facciamo storie, cinque anni son più che sufficienti. L’hai avuta vinta. Il Regno dei Cielo è preso a forza, ha detto Nostro Signore.

“Ti impegni liberamente a lasciare tutto per seguire Cristo secondo la via tracciata da San Benedetto e dalle nostre Costituzioni?”. Quando la Badessa ti ha interrogata a me son tremati i polsi. Intanto per come ti guardava. La tua Badessa è bellissima. E’ una gran donna, certa e salda come una roccia se solo una roccia sapesse di esserlo. E nell’interrogarti ti scrutava con uno sguardo pieno di attesa e amore, di sicura attesa e sicuro amore. Avresti potuto rispondere qualunque cosa e lei avrebbe continuato a guardarti così. “Sì Madre, con l’aiuto di Dio”. Mi son tremati i polsi, dicevo, anche per la totalità dell’impegno che ti chiedeva. Ma Chiara, anzi, Suor Maria Chiara, ma ti rendi conto lasciare tutto? Tutto tutto? Cioè proprio tutto? Il bancomat, la carta di credito, il telefono. Non hai più niente di tuo a parte patente, tessera sanitaria e l’unica carta che hai è quella d’identità. E non è che siccome hai la patente pigli la macchina e te ne vai a spasso. Non è che siccome hai la tessera sanitaria ti prenoti una visita oculistica. Che ci fai con la tessera sanitaria se non entri in farmacia a comprarti una Tachipirina? E la carta d’identità a che ti serve? Nemmeno le scarpe che calzi sono tue, tutto è della Comunità. Nemmeno i colori, i fogli su cui amavi, ami disegnare. Dipendi tutta.

“Vuoi promettere di vivere stabile per sempre nella tua Comunità e nella clausura monastica, confidando nella provvidenza di Dio che ti ha chiamata in questo luogo e con queste sorelle?”. Suor Maria Chiara come vorrei avere la tua fiducia e abbandonarmi tutta come te. Voglio pregare così tutte le mattine e tutte le sere. Prometto di confidare nella provvidenza. Sul vivere stabile ci devo lavorare. “Sì Madre, con la grazia di Dio”.

 “Per la forza dello Spirito Santo vuoi legarti nell’unità della carità a Dio e a tutte le sorelle?” Le tue consorelle sono la compagnia più perfetta che tu potessi desiderare. Avresti mai pensato a delle consorelle simili? Quando le hai abbracciate una a una ho desiderato essere così familiare con le persone a me care. Ho pregato che io e i miei amici possiamo diventare così. L’ho desiderato acutamente, e ancora adesso, almeno quanto tu hai desiderato il Cielo la notte che ti sei alzata la prima volta per pregare. Splendete di felicità mentre vi guardate e abbracciate. Cosa vi state dicendo lo si può solo intuire. “Sì Madre con la grazia di Dio e le vostre preghiere” “Dio che ha iniziato in te la sua opera la porti a compimento per il giorno in cui verrà Cristo Signore”. Chi ha vissuto seriamente almeno per un po’ sa bene che ogni promessa è solo l’inizio e il resto è affar Suo. Durante la festa che è seguita eri felice e anche non vedevi l’ora di tornare nella tua stanza dove adesso stai addormentata. Notte cara, riposa bene che fra due ore e mezzo ti alzi per Vigilare.

http://www.diocesiforli.it/news+e+appuntamenti/-hcDocumento/id/3439/news-e-appuntamenti.html

6 pensieri su “Son d’accordo con te, il posto è bello”

  1. Ciò di cui ho sempre più bisogno, sapere che continuamente Lui accade, così il mio sguardo cammina, la mia autocoscienza sì dilata e divento pian piano quotidianamente lieta.
    Dunque grazie

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